La proteina endogena CNTF, tra le sue varie funzioni, incentiva lo sviluppo delle cellule retiniche. Studi condotti negli Stati Uniti hanno dimostrato che in particolare la malattia retinica MacTel-2 ha il potenziale per essere trattata con una terapia a base di CNTF.
Peter Jankovsky, comunicazione Retina Suisse, peter.jankovsky@retina.ch;
Esiste un gruppo specifico di proteine endogene, note come «fattori neurotrofici» o «neurotrofine». La loro funzione consiste nel sostenere la crescita e la sopravvivenza delle cellule nervose: sia quelle in fase di sviluppo che quelle mature.
In questo gruppo spicca una proteina chiamata «fattore neurotrofico ciliare», in breve CNTF. Tale proteina si aggancia a un recettore specifico sulla superficie delle cellule bersaglio innescando così reazioni cellulari che favoriscono la sopravvivenza, la differenziazione e la rigenerazione dei neuroni e delle cellule nervose. Oltre ai motoneuroni e ai neuroni sensoriali, anche le cellule della retina sembrano far parte delle cellule bersaglio.
Ampi studi preclinici condotti negli Stati Uniti hanno dimostrato le proprietà di sostegno della proteina CNTF in numerosi tipi di neuroni, come pure in varie specie di mammiferi. La neuroprotezione fornita dalla CNTF rallenta o previene la perdita di cellule nervose e sembra funzionare a prescindere dal tipo di mutazione o lesione neurodegenerativa.
La CNTF dovrebbe rallentare la perdita di cellule
I più recenti studi clinici condotti in America hanno dimostrato che la CNTF è ben tollerata se utilizzata nella retina umana. L’attenzione era e rimane focalizzata sul potenziale della CNTF come agente terapeutico per la telangiectasia maculare di tipo 2: qui la proteina ha dimostrato una certa efficacia nel rallentare la perdita di cellule nella cosiddetta zona ellissoide.
La telangectasia maculare di tipo 2, in breve MacTel-2, è una deformazione acquisita dei vasi retinici nell’area della macula lutea (o macchia gialla, una zona situata al centro della retina, fondamentale per la visione centrale nitida). Lì, le alterazioni vascolari comportano una riduzione della vista che di solito si verifica in entrambi gli occhi.
Due fattori ostacolano l’effetto terapeutico
Tuttavia, la transizione da questi studi alla pratica clinica resta una sfida. In parte ciò è dovuto alle barriere ematiche presenti nel sistema nervoso centrale, che rendono difficile la somministrazione mirata della CNTF. Un ulteriore ostacolo è dato dalla breve emivita della proteina.
Nonostante queste difficoltà, l’effetto molecolare della CNTF, somministrata in sistemi modello tramite l’impiego di varie tecniche, è stato studiato in modo esaustivo nella parte neuronale della retina. È stato possibile documentare un effetto neuroprotettivo della retina a lungo termine, grazie all’impiego di cellule incapsulate. Si tratta di cellule geneticamente modificate in modo tale da costituire una fonte stabile di CNTF.
Terapia genica cellulare incapsulata somministrata tramite impianto
Un trattamento chiamato Revakinagene (più precisamente: Revakinagene Taroretcel-lwey; nome proprio: Encelto™) è stato approvato negli Stati Uniti nel marzo 2025 per curare persone adulte affette da MacTel-2 idiopatica. Si tratta del primo farmaco approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per questa patologia.
Encelto™ è una terapia genica cellulare incapsulata contenente da 200’000 a 440’000 cellule allogeniche dell’epitelio pigmentato retinico (RPE), le quali producono la proteina CNTF. Encelto™ è disponibile come impianto intravitreale in dose singola ed è stato sviluppato dall’azienda biotecnologica americana Neurotech Pharmaceuticals Inc. per il trattamento delle malattie retiniche croniche.
Encelto™ potrebbe avere anche altri effetti positivi
Inoltre, la FDA ha concesso a Encelto™ la designazione di farmaco orfano per la retinite pigmentosa e il cosiddetto status «fast-track» per la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare secca legata all’età.
Lo status di farmaco orfano ha lo scopo di incentivarele aziende farmaceutiche a investire nella ricerca e nello sviluppo di farmaci destinati alla cura di malattie rare. Questi incentivi possono essere costituiti da vantaggi finanziari (ad esempio, tariffe ridotte per le domande di autorizzazione) o dall’esclusiva di mercato per un periodo di tempo limitato.
Lo status «fast-track», invece, rappresenta una distinzione per i farmaci. Si riferisce ad agenti terapeutici che mostrano risultati promettenti nel trattamento di malattie gravi e vengono incontro a un’esigenza medica non ancora soddisfatta. Lo status «fast-track» consente di accelerare il controllo e l’autorizzazione di un farmaco.
Fonti
- Cytokine Growth Factor Rev. 2025 Jun 18: S1359-6101(25)00076-0. doi: 10.1016/j.cytogfr.2025.06.005
- published by Elsevier Ltd.
- Mol Diagn Ther. 2025 Jun 20. doi: 10.1007/s40291-025-00787-5. Hoy SM(1); under exclusive licence to Springer Nature Switzerland AG

